STRADE DELL’EST – intro
Se durante la Guerra Fredda la competizione fra i due grandi blocchi internazionali contribuì a un’evoluzione della società tecnologica, nel campo del cinema il Patto di Varsavia formò l’immaginario e la poetica di numerosi talenti nell’Est Europa.
L’oppressione, la censura, il clima di controllo, influenzarono caratteri ribelli e trasversali poco inclini all’omologazione. Vite in bilico fra l’esilio e il conformismo forzoso.

Fra gli anni 60 e 70, Parigi offrì rifugio a quattro grandi registi
polacchi dal passato comune le cui ossessioni segnarono il percorso
artistico: Roman Polanski (1933), Andrzej Żuławski (1940 – 2016), Walerian Borowczyk (1923–2006), Jerzy Skolimowski (1938).
Se il primo è famoso (anche per gli scandali della sua vita personale), la cinematografia degli altri tre scivola, ingiustamente, sempre più in
un limbo di invisibilità.
Żuławski in genere viene ricordato solo per il film cult “Possesion“,
Borowczyk è conosciuto come poco più di un erotomane,
Skolimowski snobbato, come dimostra la mancata distribuzione del bellissimo “Essential Killing” del 2010 con Vincent Gallo e l’invisibile “EO“ del 2022.

Il cinema polacco ha una lunga tradizione e alcuni suoi registi sono stati fra i pionieri della settima arte.
Il documentarista Kazimierz Prószyński (1875 -1945) costruì una delle prime cineprese prima dei Fratelli Lumière oltre a numerosi ingegnosi apparecchi audio visivi che non ebbero molta fortuna. Come lui, del resto, accusato di cospirazione e ucciso nel campo di concentramento di Mauthausen.
Un altro documentarista Bolesław Matuszewski (1856 – 1953) scrisse il primo libro sul cinema e sull’importanza di quel nuovo mezzo d’informazione.
Nel dopo guerra, invece, imprescindibili altri quattro registi molto diversi fra loro Andrzej Wajda (1926 – 2016), Jerzy Kawalerowicz (1922 – 2007), Wojciech Has (1925 -2000), Krzysztof Kieślowski (1941 – 1996) la cui filmografia andrebbe sempre rispolverata.
In questo speciale di B-Sides Magazine STRADE DELL’EST troverai:
- una panoramica sulla filmografia di Polanski, Borowczyk, Skolimowski, Żuławski
- brevi recensioni di film dell’Est Europa
- i grandi artisti polacchi che disegnarono le iconiche locandine. Da quelle stilizzate di Gorka a quelle surreali di Walkuski. Andrzej Pągowski, Wiktor Sadowski, Joanna Gorska Jerzy Skaku, Jakub Erol, Zuzanna Lipinska, Franciszek Starowieyski, Wiktor Gorka, Wieslaw Walkuski, Jan Lenica.
